DonneNews

25 gennaio 2013

Elezioni. RC si tinge di rosa, nelle Marche in lista il 75 % di donne

Rivoluzione civile è tinta anche di rosa. Se nelle Marche i candidati sono per il 75% donne, in Abruzzo si raggiunge un 42% e in Basilicata il 42,8%. Nel Lazio la quota rosa raggiunge un 42,5%, con Ilaria Cucchi seconda in lista e Giovanna Marano seconda nella circoscrizione 2. In Abruzzo le donne sfiorano il 54% con Emilia di Matteo terza in lista. Segue il Trentino (45,5%) il Veneto (41,9%) e la Liguria (40%), con Gabriella Stramaccioni. “L'amico Nichi dovrebbe studiare prima di dichiarare che Rivoluzione civile ha escluso le donne dalle sue liste. Capisco che in campagna elettorale il tempo e' poco, ma bisogna verificare prima di pronunciare frasi pesanti.” Si legge in una nota del leader di Rivoluzione civile, Antonio Ingroia. “Rivoluzione civile, al contrario di quanto dichiara Vendola, ha dato ampio spazio alle donne nella composizione delle liste, sia nel dato quantitativo che qualitativo. A seguire una sintesi di percentuali, posizioni e nominativi, utile per chi ha poco tempo per leggere il nostro sito” conclude. Nelle Marche, per il Senato, la presenza femminile segna un 75%, in Lombardia la lista guidata da Antonio Ingroia si presenta al Senato con tre candidate nelle prime posizioni, Giovanna Capelli, Annunziata Augeri, Giuliana Carlino. Veneto: le donne sono il 47,6% con la terza candidata Daniela Ruffini, in Piemonte il 43,7%. In Friuli Isabella Sartogo e' seconda in lista, con una percentuale di presenza femminile del 57%. In Toscana le donne rappresentanti di Rivoluzione civile sono il 44%, guidate dalla capolista Roberta Fantozzi e dal numero due, Sandra Giorgetti.

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Un'Isola che saprà rinascere con forza e orgoglio

La Sardegna è in lutto per le sue sedici vittime causate dal devastante ciclone Cleopatra. Tra loro due piccoli angeli sono volati in cielo con i loro genitori e lascieranno una ferita aperta nel cuore di tutti i sardi. La redazione di Donnenews e io, in prima persona, siamo vicini con un abbraccio stretto e forte a tutte le famiglie sarde che hanno perso i loro cari o che hanno visto cancellata dalle acque violente una vita di sacrifici. A loro va tutto il nostro sostegno sicuri che questa Sardegna orgogliosa sarà capace di tirarsi su e ricostruire dove l'acqua ha lasciato fango e distruzione. Non è il momento di fare recriminazioni politiche, ma sicuramente è necessario comprendere dove si è sbagliato, dove si poteva agire meglio per prevenire questa tragedia. Un grazie sentito va a tutte le forze dell'ordine, l'esercito, i vigili del fuoco, la Protezione civile e i tanti volontari che hanno lavorato, e lo stanno ancora facendo, per ridurre i danni causati dell'alluvione e che hanno soccorso tante persone in pericolo. Una cosa è sicura: mai più una terra così bella, popolata da persone forti e generose dovrà piangere i suoi figli come sta accadendo oggi. Tutti, nessuno escluso, devono fare la loro parte senza se è senza ma. E noi vigileremo perché la Sardegna merita l'attenzione di tutti. Enrica La Nasa

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gli Organi di Parità

In questa sezione troverete gli indirizzi e i numeri telefonici degli organi di parità a livello nazionale. Per gli indirizzi regionali e locali aprite le pagine regionali.

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lettere al Direttore

Gentile Direttore,

Leggo con piacere l'intervista al dottor Morgantin, primario anestesista al Civile di Venezia. Sono veneziana e ho fatto nascere mio figlio proprio nell'ospedale lagunare. Fuori dalla fascia oraria prevista per l'epidurale. Niente analgesia per il mio parto e per quello di tante altre donne. Donne che spesso non sono sufficientemente informate sull'argomento. Già, perché se da un lato c'è il finto problema economico - perché i fondi si possono trovare anche in piena recessione - dall'altro c'è il completo disinteresse delle stesse donne riguardo uno dei capisaldi della democrazia e dell'uguaglianza: il diritto di scegliere e nello specifico se partorire con o senza dolore. Ma andiamo con ordine. Morgantin lamenta l'assenza di volontà: in piena recessione nessuno vuole trovare soldi per la parto-analgesia.
Solo poca volontà appunto perché l'Osservatorio regionale per le cure palliative e la lotta al dolore, nella relazione sullo stato di attuazione della DGR 309/2003 Veneto redatta nella primavera del 2007, osservava come il recupero dei cesarei verso un travaglio naturale permette un'elevata razionalizzazione dell'offerta. 

continua -

 
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