DonneNews

31 ottobre 2013

Tre storie per l'arte al femminile: Maria Lai, Mariella Mibelli e Rosanna Rossi

E.L.N.

Da sinistra Maria Angela Sanna, Maria Sofia Pisu, Delia Manferoce, Patrizia Meloni e Rosanna Rossi

Una serata dedicata all'arte e a tre donne che hanno dato lustro alla Sardegna con il loro lavoro: presentato a Cagliari il libro "Filo, linea, colore. Maria Lai, Mariella Mibelli e Rosanna Rossi. Tre storie per l'arte al femminile". All'incontro, organizzato dal Lions Club Monte Urpinu e dalla presidente Patrizia Meloni, hanno partecipato i rappresentanti di tutti i Club della città, il presidente della VI Circoscrizione e i presidenti di zona A e B per ascoltare la storia di vita delle tre artiste, che hanno ricevuto importanti riconoscimenti dalla critica e dalle massime Istituzioni italiane per il contributo dato alla crescita sociale e culturale della comunità. Nel corso della serata Maria Angela Sanna, curatrice del saggio Filo linea colore, edito da Arkadia Editore, ha dialogato con Rosanna Rossi e con Maria Sofia Pisu, nipote ed erede della memoria di Maria Lai. "Ho raccolto le esperienze e i ricordi di vita di tre donne che hanno tracciato, in modo diverso, un percorso artistico importantissimo per la Sardegna", ha spiegato l'autrice Mariangela Sanna. "Questo è un libro dove sono raccontate le storie di tre persone, attraverso il ricordo di avvenimenti che in qualche modo hanno segnato il percorso vitale delle tre donne. Il mio lavoro - ha concluso l'autrice - è stato quello di raccogliere le loro storie". Rosanna Rossi ha poi raccontato di come siano stati fondamentali nel suo percorso artistico il padre e la madre che l'hanno sempre incoraggiata. "Mariangela mi ha portata indietro e mi ha fatto pensare a quando ho iniziato, a quando mi sono innamorata dell'arte. Mi ha fatto riflettere su piccoli gesti di una quotidianità dimenticata", ha spiegato l'artista, che aveva già manifestato il suo talento a tre anni, quando, malata, il padre le aveva portato i colori per disegnare a letto. "Poi è arrivato il confronto con gli artisti nel periodo degli studi fatti a Firenze e a Roma: volevo essere Michelangelo, ho sempre voluto dare il massimo di me stessa nella pittura. Faccio arte perché l'altro la guardi e gli dia emozioni". Maria Sofia Pisu ha raccontato, invece, la vita speciale della zia, Maria Lai, con la quale ha vissuto fino al momento in cui è venuta a mancare. Anche l'artista di Ulassai è stata appoggiata dai genitori nel suo percorso artistico. "Maria è stata assecondata dai genitori a proteggere il suo isolamento. Lei era diversa e tutti l'hanno visto da subito. Era una donna - ha spiegato Maria Sofia Pisu - che andava controcorrente, che voleva rompere le consuetudini e osare, ma con onestà". A Maria Lai, in particolare, è stato dedicato il 18 ottobre scorso il Convegno "Maria Lai - L'arte del gioco e magia", che si è tenuto nella Sala della Regina a Montecitorio, a cui erano presenti la deputata Caterina Pes e lo storico dell'arte, Cristiana Giglio. ''La sua forza espressiva - aveva sottolineato in quell'occasione la presidente della Camera, Laura Boldrini, come riferito dall'Asca - rispecchia una Sardegna mitica, fatta di sassi e di vento, di acqua e di montagne. Era una donna di poche parole, Maria, e di molto pensiero, di raffinata sensibilità umana e di profonda saldezza interiore, capace di sentimenti intensi e mai ostentati". Maria Angela Sanna ha, infine, letto un passo dell'artista di Olbia, Mariella Mibelli, che non ha potuto partecipare alla serata. "Mio padre era di una onestà oggi quasi scomparsa, - ha raccontato Mibelli - era retto e giusto". Un passo fondamentale per la vita dell'artista che ha avuto un rapporto intenso con il papà, il quale l'ha aiutata e incoraggiata nel suo percorso artistico.

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Un'Isola che saprà rinascere con forza e orgoglio

La Sardegna è in lutto per le sue sedici vittime causate dal devastante ciclone Cleopatra. Tra loro due piccoli angeli sono volati in cielo con i loro genitori e lascieranno una ferita aperta nel cuore di tutti i sardi. La redazione di Donnenews e io, in prima persona, siamo vicini con un abbraccio stretto e forte a tutte le famiglie sarde che hanno perso i loro cari o che hanno visto cancellata dalle acque violente una vita di sacrifici. A loro va tutto il nostro sostegno sicuri che questa Sardegna orgogliosa sarà capace di tirarsi su e ricostruire dove l'acqua ha lasciato fango e distruzione. Non è il momento di fare recriminazioni politiche, ma sicuramente è necessario comprendere dove si è sbagliato, dove si poteva agire meglio per prevenire questa tragedia. Un grazie sentito va a tutte le forze dell'ordine, l'esercito, i vigili del fuoco, la Protezione civile e i tanti volontari che hanno lavorato, e lo stanno ancora facendo, per ridurre i danni causati dell'alluvione e che hanno soccorso tante persone in pericolo. Una cosa è sicura: mai più una terra così bella, popolata da persone forti e generose dovrà piangere i suoi figli come sta accadendo oggi. Tutti, nessuno escluso, devono fare la loro parte senza se è senza ma. E noi vigileremo perché la Sardegna merita l'attenzione di tutti. Enrica La Nasa

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lettere al Direttore

Gentile Direttore,

Leggo con piacere l'intervista al dottor Morgantin, primario anestesista al Civile di Venezia. Sono veneziana e ho fatto nascere mio figlio proprio nell'ospedale lagunare. Fuori dalla fascia oraria prevista per l'epidurale. Niente analgesia per il mio parto e per quello di tante altre donne. Donne che spesso non sono sufficientemente informate sull'argomento. Già, perché se da un lato c'è il finto problema economico - perché i fondi si possono trovare anche in piena recessione - dall'altro c'è il completo disinteresse delle stesse donne riguardo uno dei capisaldi della democrazia e dell'uguaglianza: il diritto di scegliere e nello specifico se partorire con o senza dolore. Ma andiamo con ordine. Morgantin lamenta l'assenza di volontà: in piena recessione nessuno vuole trovare soldi per la parto-analgesia.
Solo poca volontà appunto perché l'Osservatorio regionale per le cure palliative e la lotta al dolore, nella relazione sullo stato di attuazione della DGR 309/2003 Veneto redatta nella primavera del 2007, osservava come il recupero dei cesarei verso un travaglio naturale permette un'elevata razionalizzazione dell'offerta. 

continua -

 
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