DonneNews

20 novembre 2013

Il Consiglio regionale: 1 milione e 350mila euro per la ricostruzione

Red.

Consiglio regionale della Sardegna

Il Consiglio regionale intende partecipare attivamente all’opera di immediata ricostruzione della catastrofe che ha colpito la Sardegna mettendo a disposizione 1 milione 350 mila euro a favore delle popolazioni coinvolte nel violento nubifragio che si è abbattuto su gran parte dell'Isola. La Presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo e i Capigruppo hanno individuato le risorse che si sono potute recuperare grazie ad una gestione oculata finalizzata all’eliminazione degli sprechi ed al contenimento e la razionalizzazione delle spese. Una Proposta di Legge sarà portata all’attenzione dell’Assemblea regionale nelle prossime ore per consentire il recupero di 530 mila euro attraverso la soppressione dei contributi ai gruppi consiliari, escluse le somme per il personale. Il provvedimento, avente carattere di urgenza, sarà adottato nelle more dell’adozione di una legge organica sul funzionamento dei gruppi consiliari e sui costi della politica. Ai 530 mila euro si aggiungono: 200 mila euro delle “Spese di Rappresentanza della Presidenza”, interamente risparmiate, come ogni anno della legislatura, in cui sono state destinante per finalità di carattere sociale; 110 mila euro dai contributi che il Consiglio destina per iniziative idonee a valorizzarne il ruolo; 40 mila euro dalle spese per interventi di carattere assistenziale ed infine 470 mila euro dai contributi destinati a sostenere le situazioni di crisi economico-sociale, già utilizzati anche per alcune delle vertenze in corso.

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Un'Isola che saprà rinascere con forza e orgoglio

La Sardegna è in lutto per le sue sedici vittime causate dal devastante ciclone Cleopatra. Tra loro due piccoli angeli sono volati in cielo con i loro genitori e lascieranno una ferita aperta nel cuore di tutti i sardi. La redazione di Donnenews e io, in prima persona, siamo vicini con un abbraccio stretto e forte a tutte le famiglie sarde che hanno perso i loro cari o che hanno visto cancellata dalle acque violente una vita di sacrifici. A loro va tutto il nostro sostegno sicuri che questa Sardegna orgogliosa sarà capace di tirarsi su e ricostruire dove l'acqua ha lasciato fango e distruzione. Non è il momento di fare recriminazioni politiche, ma sicuramente è necessario comprendere dove si è sbagliato, dove si poteva agire meglio per prevenire questa tragedia. Un grazie sentito va a tutte le forze dell'ordine, l'esercito, i vigili del fuoco, la Protezione civile e i tanti volontari che hanno lavorato, e lo stanno ancora facendo, per ridurre i danni causati dell'alluvione e che hanno soccorso tante persone in pericolo. Una cosa è sicura: mai più una terra così bella, popolata da persone forti e generose dovrà piangere i suoi figli come sta accadendo oggi. Tutti, nessuno escluso, devono fare la loro parte senza se è senza ma. E noi vigileremo perché la Sardegna merita l'attenzione di tutti. Enrica La Nasa

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lettere al Direttore

Gentile Direttore,

Leggo con piacere l'intervista al dottor Morgantin, primario anestesista al Civile di Venezia. Sono veneziana e ho fatto nascere mio figlio proprio nell'ospedale lagunare. Fuori dalla fascia oraria prevista per l'epidurale. Niente analgesia per il mio parto e per quello di tante altre donne. Donne che spesso non sono sufficientemente informate sull'argomento. Già, perché se da un lato c'è il finto problema economico - perché i fondi si possono trovare anche in piena recessione - dall'altro c'è il completo disinteresse delle stesse donne riguardo uno dei capisaldi della democrazia e dell'uguaglianza: il diritto di scegliere e nello specifico se partorire con o senza dolore. Ma andiamo con ordine. Morgantin lamenta l'assenza di volontà: in piena recessione nessuno vuole trovare soldi per la parto-analgesia.
Solo poca volontà appunto perché l'Osservatorio regionale per le cure palliative e la lotta al dolore, nella relazione sullo stato di attuazione della DGR 309/2003 Veneto redatta nella primavera del 2007, osservava come il recupero dei cesarei verso un travaglio naturale permette un'elevata razionalizzazione dell'offerta. 

continua -

 
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